
@HaraldH46781
Te lo rispiego per l'ultima volta, così magari chiariamo una volta per tutte come funziona uno Stato di diritto.
Non ti va bene l'ordinanza del giudice? Esiste lo strumento previsto dalla legge: la Procura impugna l'atto e fa ricorso al Tribunale del Riesame. Punto. Piantatela con queste farneticazioni da bar, buone solo a orchestrare la solita cagnara mediatica per colpire immancabilmente la Magistratura ogni volta che applica la legge invece di piegarsi agli umori della piazza o ai diktat dell'esecutivo.
Quanto all’appello che sventoli come se fosse una prova di colpevolezza: non è un "manifesto politico" a favore di chicchessia, ma un documento sottoscritto da centinaia di giuristi, magistrati e docenti di diritto. Quell’appello richiama il rispetto del diritto internazionale umanitario, delle convenzioni di Ginevra, della Costituzione italiana e dei principi cardine delle Nazioni Unite (ONU). Richiamare il rispetto della legalità internazionale e dei diritti umani fondamentali non significa affatto "sposare la causa dell'indagato", bensì ribadire i doveri a cui l'Italia aderisce per trattato e per Costituzione.
In aula il GIP non giudica in base alle simpatie, alle petizioni o alla tifoseria da social, ma esamina se sussistono i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari previste dall'art. 273 del codice di procedura penale. Se mancano le prove, il rilascio è un obbligo di legge, non un favore ideologico.
L'ascia tienila pure, ma usala metaforicamente per tagliare la propaganda: la giustizia si amministra con i codici e le prove, non con i processi sommari su X. Adesso anche basta 👋🏻